COSA NASCONDONO GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI: L’ELEVATO IMPATTO AMBIENTALE E MOLTO ALTRO

Oggi sempre più persone sono attente alla loro impronta ecologica e cercano delle soluzioni per ridurre il proprio impatto sul Pianeta. Uno dei gesti più semplici che possiamo fare a livello quotidiano è sicuramente quello di cambiare la nostra alimentazione, lasciandoci alle spalle abitudini dannose, sia per l’ambiente che per la nostra salute.

La carne è spesso al centro dei dibattiti sul clima, infatti il suo impatto non è affatto trascurabile. Secondo il CIWF – Compassion in World Farming, nel mondo, ogni anno, vengono allevati circa 70 miliardi di animali e l’80% si trova in strutture con approccio intensivo. Si tratta di ovini, bovini, suini, tacchini e polli.

Sappiamo davvero cos’è un allevamento intensivo, quali sono le condizioni in cui sono costretti a vivere questi animali e l’impatto che essi hanno sull’ambiente e sulla nostra salute?

Un allevamento intensivo è un modello industriale su larga scala nel quale migliaia di animali vengono allevati in grandi capannoni a scopo alimentare. Questi animali vivono in spazi molto ristretti, tanto che a stento riescono a muoversi, e vengono trattati con ormoni e antibiotici per prevenire le malattie e massimizzare la loro crescita e la produzione di cibo

Vengono nutriti con mangimi a base di cereali, soia e altri legumi, coltivati anch’essi in maniera intensiva, causando una serie di danni ambientali rilevanti.

L’allevamento di animali è infatti uno dei principali responsabili delle emissioni di gas a effetto serra, in particolare di metano e protossido di azoto, rilasciati dall’apparato digerente del bestiame e dall’uso di fertilizzanti nella produzione di mangimi. Richiede inoltre grandi quantità di terra, acqua e altre risorse e può portare alla deforestazione, alla distruzione degli habitat e all’inquinamento delle acque. Anche i rifiuti prodotti dall’allevamento, come il letame e l’urina, possono contribuire all’inquinamento di fiumi e laghi se non vengono gestiti correttamente. 

Ma quando parliamo di allevamenti intensivi non possiamo limitarci ad elencare gli impatti ambientali, dobbiamo anche essere consci della sofferenza che viene causata agli esseri senzienti che li popolano.

Negli allevamenti intensivi, ad esempio, il becco delle galline, dei polli, dei tacchini e delle anatre viene spesso rimosso per ridurre le ferite che gli uccelli stressati, costretti a vivere in pochissimo spazio, possono procurarsi tra di loro. Le vacche da latte generalmente vengono macellate ad appena 3-4 anni di età, dopo aver dato alla luce il terzo vitellino.

In natura invece, possono vivere circa 20 anni. È piuttosto evidente che non c’è nulla di “naturale” nel mangiare carne proveniente da questi allevamenti, che non tengono minimamente in considerazione il benessere animale. 

E qual è l’impatto di tutto questo sulla nostra salute?

Alcuni alimenti di origine animale, in particolare le carni lavorate, sono stati collegati ad un aumento del rischio di sviluppo di alcune malattie, tra cui quelle cardiovascolari ed il cancro.

Come abbiamo potuto osservare all’inizio della pandemia di COVID-19 però, gli allevamenti di animali (in generale) possono anche contribuire alla diffusione di zoonosi, malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo e l’uso degli antibiotici, utilizzati proprio per prevenire la diffusione di malattie tra gli animali, può anche contribuire allo sviluppo dell’antibiotico-resistenza in noi esseri umani.

Nel complesso, quindi, l’allevamento di animali ha un impatto significativo sull’ambiente, sugli animali e sulla salute umana, ed è importante considerare tutto questo quando si prendono decisioni su ciò che mangiamo e su come produciamo gli alimenti.

La buona notizia è che nel mese di gennaio puoi provare anche tu Veganuary, una sfida annuale gestita da un’organizzazione no-profit britannica che promuove ed educa al veganismo incoraggiando le persone a seguire uno stile di vita vegano per tutto il mese di gennaio. 

Tra i benefici che possiamo trarne vi sono:

  • Il miglioramento della salute del tuo cuore: Le diete vegetali infatti possono essere associate ad un minor rischio di sviluppo di malattie cardiache, in quanto tendono ad avere un minor contenuto di grassi saturi e colesterolo e un maggior numero di nutrienti protettivi come antiossidanti e fibre.
  • La riduzione del rischio di sviluppare dei tumori: Alcuni studi infatti, hanno rilevato che le diete vegetali possono essere associate a un minor rischio di sviluppo di alcuni tipi di cancro, come il cancro al colon, al seno e alla prostata.
  • La riduzione del tuo impatto ambientale: come abbiamo visto infatti, l’allevamento degli animali e la produzione di mangimi sono tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra, dello spreco di risorse idriche e della deforestazione. Scegliendo un’alimentazione vegetale migliorerai notevolmente la tua impronta ecologica!
  • Un buon gesto verso gli animali, a cui salverai la vita: non possiamo più trascurare l’enorme sofferenza che vivono degli esseri senzienti solo finire nei nostri piatti. L’alimentazione vegetale oggi è molto semplice da seguire e permette di scoprire tanti sapori nuovi e diversi! È però sicuramente importante seguirla in modo bilanciato: durante Veganuary riceverai ogni giorno una mail con tanti consigli e spunti utili, anche da parte di professionisti della salute!

Il 2023 può essere il tuo nuovo inizio verso uno stile di vita più sostenibile, siete prontə?


member

Greta Volpi

Contributor TerraBlog

Greta dà voce alla sua passione per la sostenibilità ambientale e sociale creando contenuti per il web e per i social e portando avanti progetti ed iniziative di sostenibilità nell’azienda in cui lavora. Ciò che la spinge a dare il proprio contributo per la salvaguardia del Pianeta è la credenza che le azioni di ognuno di noi, se sommate a quelle degli altri, possono generare un impatto positivo enorme.