“Bastava chiedere  – 10 storie di femminismo quotidiano” Emma, Editori Laterza

Le risorse sostenibili di TerraLab a cura di Federica Albertin

“Per molte di noi vedersi in questo libro sarà una rivelazione, per altre un dolore, per tutte un’opportunità preziosa”. È con queste parole che Michela Murgia descrive nell’Introduzione la graphic novel “Bastava chiedere”.

Questo libro ci offre lo spunto per parlare di carico mentale, wonderwoman postmoderne, sessualità, maternità e moltissimi altri temi, che l’autrice francese, blogger e fumettista, sa trattare sempre in maniera semplice e divertente, grazie a 10 storie “esilaranti e tremendamente serie”.

Una graphic novel femminista

La storia di questo volume nasce dalla volontà dell’autrice di raccontare sul suo blog storie di vita quotidiana in cui la donna si trova a rincorrere una parità sempre più lontana: è il 2016 e la prima storia di “Bastava chiedere” esplode sul web. Ne nascerà un best seller da 100mila copie, edito in Italia da Laterza.

A prima vista può sembrare difficile parlare di tematiche femministe attraverso una graphic novel, eppure “Emma dimostra come un fumetto possa smontare la complessità delle dinamiche sociali”, secondo il New York Times Book Review.

Le tavole risultano molto agili e spaziose, di facile lettura, tra un tratto stilizzato e vivace,  vignette scanzonate – ma mai banali –  e brevi testi di approfondimento in carattere corsivo. Alcuni capitoli sono vere e proprie pagine di storia degli ultimi secoli oppure infografiche con dati e fonti relativi alla situazione attuale della donna

Il carico mentale

Il volume è suddiviso in 10 capitoli, ognuno dei quali porta alla luce una tematica riconducibile al femminismo, ma soprattutto al vissuto che ogni donna ha esperienziato. 

Riassumerei in 3 filoni i temi principali che vengono affrontati nel libro:

  1. Il carico mentale: si tratta di quel peso emotivo (e pratico) di cui le donne si fanno, appunto, carico. Le wonderwoman di oggi si devono occupare di lavoro, casa, figli, programmazione della vita famigliare e lavorativa. La parità di genere parte proprio da qui, da una disuguaglianza uomo-donna che inizia già in famiglia. L’obiettivo numero 5 dell’Agenda 2030 va esattamente in questa direzione.
  2. Gender gap: nella quinta storia narrata da Emma, la nostra Michelle ha dovuto rinunciare a un lavoro a tempo pieno per gestire tutte le faccende domestiche, guadagnando di conseguenza molto meno del marito. Purtroppo ad oggi, infatti, secondo le stime di Eurostat in Italia le donne lavoratrici guadagnano dal 10 al 12% in meno rispetto agli uomini.
  3. La sessualità: in questo capitolo si analizza il funzionamento dell’organo genitale femminile e si fa menzione del famoso rapporto sulla sessualità, pubblicato nel 1976, da Shire Hite, pioniera femminista che diede il via alla rivoluzione sessuale. 

Bastava chiedere!

Quante volte ci siamo sentite affaticate per poi sbottare e sentirsi rispondere: “Se avevi bisogno di una mano… bastava chiedere!”. È intorno a ciò che si snoda tutto il libro, affrontando man mano tematiche sempre più radicate nella nostra società da sembrare “normali”. Tornando alla prefazione di Murgia, non posso che concordare con lei nell’invito a far leggere questo fumetto a tutti i nostri amici maschi, padri, fratelli, amici e colleghi


member

Federica Albertin

Vicepresidente di Terralab

Green Content Creator e Sustainability Copywriter per realtà etiche e artigianali, fonda il suo blog nel 2020 www.lecitazionidellafe.com, Communication Manager di Worldrise Onlus per la tutela dei mari