Consumismo natalizio: come nasce e come evitarlo?


Il Natale è tra i periodi più gioiosi dell’anno: è come se le città e le nostre case si riempissero di calore e magia. Purtroppo però, questa festività ha un lato oscuro, legato al consumismo sfrenato a cui siamo spintə da cartelloni e pubblicità scintillanti.

Il Natale ha ovvie e profonde radici religiose, ma è stata principalmente la commercializzazione della cultura americana che, tramite musica, film e pubblicità, ha dato a questa festività la forma che conosciamo oggi.

L’immagine di Babbo Natale nasce nel 1823 con un poema di Clement Clarke Moore e i bambini cominciano a visitare i grandi magazzini per sedersi in braccio all’anziano barbuto che porta doni. Nel 1874, la catena di negozi Macy’s cominciò ad addobbare le vetrine presentando al pubblico desiderabili oggetti da regalare e ricevere, mentre un anno più tardi Louis Prang, definito il padre della cartolina natalizia americana, iniziò a stampare i primi biglietti di auguri. Nel 1931, la Coca-Cola iniziò ad utilizzare il personaggio creato da Moore nella sua pubblicità, sfruttandone l’immagine e creando definitivamente il mito di Babbo Natale.

Con il passare del tempo e lo sviluppo di colossi commerciali, il Natale si è presto tramutato in un’occasione per le aziende per spingerci ad acquistare sempre di più e cose tendenzialmente sempre più inutili.

Questo consumismo sfrenato non influenza soltanto le nostre vita ed il nostro portafoglio, ma anche il Pianeta: basti pensare che, ogni anno, durante il Natale le emissioni di CO2 salgono del 6 per cento, vengono utilizzate 125mila tonnellate di plastica e l’8 per cento dei regali fatti e ricevuti finisce in discarica perché indesiderato.

Per non parlare delle abitudini alimentari occidentali durante le festività: queste causano la stessa impronta di carbonio di un’automobile che faccia per 6mila volte il giro del mondo.

Eccoci così ai giorni nostri, in cui i regali ed il materialismo ad essi legato sembrano avere la priorità su quello che dovrebbe essere il reale spirito natalizio: promuovere valori come la gratitudine, la solidarietà, la pace e l’amore.

Come possiamo agire nel nostro piccolo per passare un Natale meno consumistico?

In cima alla lista vi è il prediligere regali più esperienziali, che permettano alle persone a cui vogliamo bene di godersi del tempo svolgendo le attività preferite o sperimentandone di nuove.

Nel voler regalare qualcosa di più “materiale”, abbiamo comunque la possibilità di fare una scelta più consapevole e sostenibile, di seguito alcuni consigli:

  • regalare qualcosa che la persona in questione necessiti o desideri realmente;
  • preferire l’acquisto presso piccole realtà, come artigianə o attività del centro/quartiere in cui viviamo;
  • creare qualcosa con le proprie mani;
  • acquistare oggetti di seconda mano o, addirittura, regalare qualcosa di proprio ancora in buone condizioni;
  • regalare una donazione ad un’ente benefico e/o ad un’associazione;
  • donare un buono per un posto che frequenta abitualmente oppure un abbonamento.

Insomma, come in ogni ambito della nostra quotidianità è possibile fare scelte più sostenibili, che possano far bene sia al Pianeta che a noi stessə.

Spesso si finisce per rincorrere lo stereotipo del regalo perfetto e costoso, come se il bene che proviamo per la persona a cui lo doneremo si misurasse in euro, quando invece una semplice cena, una colazione, una passeggiata, sono il regalo più gradito.

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Marta Bagnasco

Social Media Manager di Terralab

u003cbru003eLaureata in Scienze Motorie, in autunno seguirà un master in Management della Sostenibilità. Green Content Creator, tramite i propri canali social parla di minimalismo sostenibile e di acquisire maggiore consapevolezza a 360°, con ironia e gentilezza.