Cosa significa moda sostenibile ?

La rubrica che veste verde di Emma Maiorino

In questo momento storico di grandi cambiamenti e assunzione di consapevolezza rispetto ai nostri consumi, è normale chiedersi cosa si intende quando si parla di “moda sostenibile”.

Con il termine “sostenibile” si fa riferimento alla possibilità di utilizzo di una risorsa senza lederla o esaurirla al punto da precludere alle generazioni successive di poterla usare. La sostenibilità è un concetto applicabile all’ambiente (eco-sostenibilità) così come all’economia e alla società.

Inserita in questo contesto, la moda sostenibile è quella moda che che non fa male all’ambiente, che non fa male agli animali, che non fa male alle persone: né a quelle che la indossano né a quelle che la producono. E’ una moda etica, lenta e consapevole. 

Era il 2007 quando la consulente di design sostenibile Kate Fletcher usó per la prima volta il termine “slow fashion” per definire il tipo di produzione e di consumo di abbigliamento che si pone in totale antitesi alla già nota fast fashion, ispirandosi ai principi del movimento slow food (iniziato da Carlo Petrini nel 1986, a sua volta nato in risposta al fast food).

Il movimento slow fashion sceglie di allontanarsi dall’iper-produzione e l’iper-consumo che caratterizzano la società dei consumi, in favore del recupero dell’artigianalità e di materie prime di qualità, assieme alla valorizzazione di piccoli brand o di designer indipendenti. 

Ma questi accorgimenti non bastano a riscrivere un futuro più verde per un’industria tanto articolata come quella dell’abbigliamento. Per ottenere un prodotto realmente sostenibile, è necessario che le aziende costruiscano una filiera etica a 360 gradi: dall’origine allo smaltimento. Proviamo a riassumere i vari passaggi con gli occhi di un’insider.

  1. Fase di studio creativo e di prototipia, con attenzione a durabilità e riciclabilità.
  2. Scelta delle materie prime naturali e dei fornitori certificati.
  3. Gestione di tintura e finissaggio dei tessuti con processi naturali dove possibile e corretto smaltimento dei reflui e riciclo dell’acqua.
  4. Confezione dei capi presso stabilimenti certificati, che rispettano l’ambiente e i diritti dei lavoratori.
  5. Scelta del packaging più minimale possibile, riciclato e/o riciclabile.
  6. Logistica e trasporto studiati per limitare le emissioni e/o compensarle.
  7. Considerazione dell’impatto che avrà una volta nelle mani del cliente: resisterà ai lavaggi? Rilascerà microplastiche?
  8. Smaltimento: sarà riciclabile? Sarà semplice differenziare i diversi materiali e componenti?

Si potrebbe schematizzare il tutto in tre parole, come fa Dario Casalini in “Vestire buono pulito e giusto”.

Sostenibile sarà un capo:

  • Buono, perché prodotto con fibre naturali, che contribuiscono positivamente alla termoregolazione corporea; che non porta sulla nostra pelle residui di sostanze chimiche, dannose o addirittura tossiche e illegali secondo le nostre leggi.
  • Pulito, che non ha richiesto eccessive emissioni di CO2 o ancor meglio che ha sfruttato energie rinnovabili; che non ha subito colorazioni e lavaggi in sostanze tossiche, che senza essere filtrate sono state rilasciate nell’ambiente.
  • Giusto, che è stato prodotto da persone rispettate, pagate, protette e non sfruttate; che, se è realizzato con fibre di origine animale, queste provengano da allevamenti regolati da norme etiche.

Queste, che all’occhio del consumatore attuale possono sembrare pretese eccessive, sono in realtà il minimo sindacale necessario per un consumo sostenibile ed etico.

ConsumAttori è il neologismo adatto a definire il nostro piccolo ma fondamentale ruolo in questo cambiamento: chiunque, anche suo malgrado, è al tempo stesso attore e vittima di questa industria, e può prendere parte al cambiamento globale scegliendo di comprare una maglietta…oppure no!


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Emma Maiorino

Laureata in design della moda con focus sul design dell’accessorio nel 2019. 
Nel 2021 si avvicina alle tematiche ecologiche e di sostenibilità e da inizio al profilo IG @emma.vesteverde bacino di informazioni e suggerimenti relativi alla moda sostenibile. 
Oggi studente di Master in Fashion Product Sustainability Management.