Quanto e come i prodotti per la cura della persona inquinano il mare

Alcuni prodotti dedicati alla cura del corpo che usiamo quotidianamente possono, purtroppo, avere un impatto negativo sugli ecosistemi marini, perciò è importante esserne consapevoli e, di conseguenza, attuare scelte il più possibile sostenibili!

I cosiddetti PPCPs (Pharmaceuticals and Personal Care Products, ossia prodotti farmaceutici e prodotti per la cura della persona) sono i prodotti usati per la salute e i cosmetici. Includono diverse centinaia di sostanze chimiche, tra cui: medicinali ad uso umano e veterinario, fragranze, profumi, creme solari, additivi alimentari, detergenti per il corpo e molto altro. Contengono anche metaboliti e prodotti di trasformazione di queste sostanze.

I vari PPCPs possono avere conseguenze non note sugli organismi marini, così come non sono noti gli effetti sinergici dei prodotti di trasformazione che non tutti gli impianti di depurazione delle acque reflue riescono a rimuovere.

Sono ampiamente diffusi in mare e sono costantemente introdotti nell’ambiente acquatico, soprattutto nelle aree costiere molto antropizzate: il problema non è tanto la quantità dei prodotti immessi in mare, ma il fatto che possono combinarsi tra loro creando un effetto in sinergia sulla vita marina. L’inquinamento è cronico perché le sostanze, anche se in concentrazioni molto piccole, vengono rilasciate costantemente.

I cosmetici sono prodotti per uso topico che vengono rilasciati in mare tramite i risciacqui e, a volte, bypassano i depuratori quando, per esempio, ci immergiamo direttamente in mare con la crema solare. Fra le sostanze più inquinanti ci sono anche le fragranze, che sono ubiquitarie e inquinanti persistenti che si bioaccumulano e a volte sono altamente tossiche come i loro prodotti di trasformazione.

Gli effetti dei profumi sugli organismi acquatici sono i seguenti: i coralli rilasciano le zooxantelle e, di conseguenza, rilasciando queste alghe simbionti, possono morire, con tutti i problemi poi che ne conseguono.

I detergenti sono molecole anfipatiche costituite da una parte idrofobica e da una parte idrofilica, in modo che le molecole formino della schiuma sulla superficie dell’acqua.

I tensioattivi vanno ad alterare la tensione superficiale dell’acqua modificando in maniera consistente gli scambi gassosi nell’interfaccia aria – acqua.

Questi possono avere effetti sull’epitelio delle specie marine e promuovere la comparsa di malattie. I surfattanti provocano bleaching nei coralli.

I parabeni, sostanze usate come conservanti, hanno un impatto molto dannoso sugli organismi marini, mimando gli effetti degli ormoni come gli estrogeni e mandando quindi in tilt il sistema endocrino, il sistema riproduttivo ma non solo.

Anche le creme solari hanno impatti importanti sugli organismi acquatici, in particolare i filtri chimici e l’ossido di zinco in forma nano che provocano lo sbiancamento dei coralli.

Il mare è in stato di emergenza e dal mare dipende la nostra vita. Ogni cosa in più che finisce nel mare si somma alle altre e non siamo a conoscenza attualmente dei risultati che tutte queste sostanze messe insieme provocano. Ovviamente l’intento di questo approfondimento non vuole essere quello di invitarvi a smettere di usare cosmetici o creme solari, ma di far avvicinare le persone a delle scelte più consapevoli e a rendersi conto che su questo Pianeta non esiste solo l’essere umano.


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Francesca Trenta

Contributor TerraBlog

Laureata in Tutela e Benessere Animale e in Biologia Marina. Dal 2016 si occupa di fare ricerche sulla fauna selvatica e di divulgazione, sia tramite i canali social che con incontri in presenza.