Il lupo: da simbolo di forza a vittima della paura e del preconcetto

Il lupo, un tempo perseguitato e quasi estinto in molte zone d’Europa, ha visto una lenta ripresa grazie alla protezione legale introdotta negli anni ’70. Tuttavia, il suo ritorno ha generato conflitti con gli allevatori, che chiedono un declassamento della specie per gestire i danni al bestiame. D’altra parte, le organizzazioni ambientaliste temono che ridurre la protezione possa compromettere la stabilità della popolazione di lupi. Recentemente, la modifica della legge italiana ha aperto la possibilità di abbattimenti, sollevando nuove preoccupazioni ecologiche e politiche.

Il lupo (Canis lupus) è stato oggetto di persecuzioni secolari da parte dell’uomo. In Italia, come in molte altre parti d’Europa, il lupo è stato visto come una minaccia principalmente per l’allevamento, predando il bestiame. A partire dal Medioevo, e poi nel periodo moderno, le campagne di estirpazione del lupo sono state sistematiche. Questo ha portato a una drastica riduzione della sua popolazione, fino a quasi estinguerlo in molte aree.

Nel 1971, il lupo è stato inserito nella lista delle specie protette in Italia grazie alla Legge 157/1992, che ha garantito una maggiore tutela. 

La sua protezione unita a una serie di fattori, primo fra tutti l’estrema adattabilità di questa specie, hanno fatto sì che il lupo si riprendesse quei territori che un tempo già gli appartenevano. Essendo un predatore apicale, il lupo gioca un ruolo ecologico fondamentale, contribuendo al controllo delle popolazioni di erbivori e al mantenimento degli equilibri naturali nei suoi habitat.

In questi territori ricolonizzati le persone hanno perso la memoria storica di come difendere il proprio bestiame da questo predatore e proprio in questi territori il conflitto uomo – lupo è più duro ed è esasperato anche dai risarcimenti che non sempre arrivano o che comunque impiegano tanto tempo ad arrivare.

Foto di Robert Larsson su Unsplash

La relazione con allevatori e associazioni

Negli ultimi anni, in Europa, Italia compresa, si è parlato spesso di gestire la popolazione di lupo. Questo ha suscitato dibattiti accesi tra chi sostiene la necessità di una gestione più rigorosa della specie e chi ritiene che il lupo debba rimanere completamente protetto.

Uno degli eventi che ha contribuito a questa discussione è stato l’aumento dei conflitti tra lupi e allevatori, in particolare per gli attacchi al bestiame ma anche il fatto che diversi lupi si avvicinano sempre di più ai centri abitati a causa della cattiva gestione della nostra spazzatura e del mangiare dei nostri animali domestici. 

Molti allevatori si sono sentiti danneggiati dalla presenza del lupo, chiedendo il declassamento della specie per poter gestire meglio le problematiche legate alla sua presenza. Alcune proposte hanno suggerito che il lupo possa essere considerato una specie da “gestire” piuttosto che da proteggere in modo assoluto, con misure che includano il controllo della sua popolazione o l’introduzione di azioni dirette come il prelievo selettivo.

Dall’altra parte, molte organizzazioni ambientaliste e zoologiche si sono opposte a un eventuale declassamento del lupo, sostenendo che un’apertura alla caccia o al prelievo selettivo potrebbe compromettere il lungo processo di recupero della specie. 

Da rigorosamente protetto a protetto

Lo scorso dicembre il lupo, grazie anche al voto favorevole del governo italiano, è passato da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta” e anche se può sembrare la stessa cosa, in realtà quest’ultima dicitura permette un determinato numero di abbattimenti. 

Tutto ciò è stato fatto per accontentare il comparto zootecnico senza tener minimamente conto della biologia, dell’ecologia e dell’etologia di questo animale.

Sono numerose infatti le pubblicazioni scientifiche che sottolineano come abbattere i lupi non prevenga le predazioni ma anzi, può aumentarle. Nel 2025 è auspicabile prendere provvedimenti non violenti come cani da protezione e recinzioni elettrificate oltre che snellire le pratiche burocratiche per ottenere i risarcimenti invece che ricorrere sempre e soltanto alla violenza.

Il declassamento del lupo purtroppo invece che essere un tema ecologico, è un tema soprattutto politico e sociale. 

Francesca Trenta

Laureata in Tutela e Benessere Animale e in Biologia Marina. Dal 2016 si occupa di conservazione della natura e di divulgazione scientifica, sia tramite i canali social che con incontri in presenza.
Laureata in Tutela e Benessere Animale e in Biologia Marina. Dal 2016 si occupa di conservazione della natura e di divulgazione scientifica, sia tramite i canali social che con incontri in presenza.

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