IL POTERE DELLE AZIONI COLLETTIVE: quando volontariato e sostenibilità si fondono

Quante volte avete sentito dire che non esiste sostenibilità ambientale senza quella sociale ed economica? Se la sostenibilità è un argomento che vi sta a cuore, sicuramente l’avrete già sentita spesso, e in diversi contesti.

Ripetiamolo però ancora una volta, che male non fa: non esiste sostenibilità ambientale senza quella sociale ed economica. E difficilmente esisterebbero azioni collettive senza quelle individuali.

Si sente dire ancora troppo spesso – purtroppo – che “le nostre azioni quotidiane non servono nulla”, che “non cambieremo niente stando attentə a fare correttamente la differenziata o a chiudere l’acqua quando ci laviamo i denti”. Ma è davvero così?

Facciamo un passo indietro, e affidiamoci ai numeri. Una cosa su cui tuttə dovremmo essere d’accordo è che non tutte le azioni hanno lo stesso impatto: secondo diversi studi infatti, ci sono tre azioni che spiccano in cima alla lista di quelle con maggiore impatto ambientale.

1. Avere un figlio in meno

2. Vivere senza auto

3. Evitare voli lunghi

È chiaro che si tratta di scelte personali e complesse: non possiamo accettarle e basta. Ognunə di noi viene da un contesto culturale, sociale e ambientale diverso – e non possiamo certo ignorarlo.

La verità è che ognunə di noi ha il compito di fare il meglio che può nelle sue possibilità: se una persona sceglie di vivere lontano da tutto, in una casa che si è costruito secondo i principi della bio edilizia, autoproducendosi tutto quello che riesce nel rispetto della natura, scegliendo un’alimentazione vegetale ma tutti i giorni deve prendere la macchina per andare a lavoro in città, è da colpevolizzare perché non vive senza macchina? Io credo proprio di no. Sta facendo il meglio che può con quello che ha.

Ecco perché anche in quest’ottica ogni azione è importante: preferire la bici al posto della macchina, abbassare il riscaldamento di qualche grado, ridurre gli sprechi di acqua e se possibile raccogliere quella piovana, scegliere un’alimentazione il più possibile vegetale, comprare usato, preferire i mezzi pubblici alla macchina… e potremmo andare avanti all’infinito. Ma per far sì che tuttə capiscano quanto sono importanti le singole azioni è necessario parlarne e condividere ciò che facciamo noi, in modo da aumentare la consapevolezza nelle altre persone, anche in quelle più scettiche. Non può esserci sostenibilità senza consapevolezza.

Se le persone cominciassero a pensare che ogni loro azione – anche la più piccola – sia inutile, smetterebbero di farle. Siamo sicurə che questo non causerebbe alcun problema? Senza contare che ogni piccola azione buona per il pianeta o per le altre persone porta il desiderio di farne altre, di fare di più. Più ci si informa e si mettono in pratica buone azioni quotidiane per ridurre il proprio impatto, più si è stimolatə nel continuare. E i risultati poi si vedono anche!

C’è un’altra bella notizia: le azioni individuali sono alla base di quelle collettive.

Se non ci fossero infatti persone consapevoli della crisi ambientale che stiamo vivendo, non ci sarebbero nemmeno le azioni collettive, che hanno un impatto maggiore sulla politica.

Seth Wynes, ricercatore alla University of British Columbia (Vancouver), studia da anni le strategie d’azione che i cittadini possono mettere in atto per ridurre le proprie emissioni di carbonio. Nel suo libro “SOS – Cosa puoi fare tu contro il riscaldamento globale”, parla proprio dell’importanza dell’azione collettiva. 

Qualche esempio tratto dai suoi studi:

–    Nei Paesi in cui ci sono maggiori proteste per il clima e maggiori finanziamenti ad associazioni ambientaliste, le emissioni di gas clima alteranti tendono a diminuire.

–    Le centrali elettriche hanno emissioni più basse se nei dintorni ci sono gruppi attivi di ambientalistə.

–    In territori dove non ci sono movimenti di attivistə, i governi tendono ad approvare più progetti anche in presenza di gravi rischi ambientali.

Ecco quindi che diventa fondamentale fare la propria parte anche quando si parla di volontariato, che tra l’altro è uno dei pochi strumenti gratuiti alla portata di tuttə.

Cosa possiamo fare?

1. Scegliere di aderire ad un’associazione di tutela ambientale o sociale (sì, perché come abbiamo visto all’inizio non c’è sostenibilità ambientale senza quella sociale). Ognunə ha la propria sensibilità, ma per fortuna ci sono associazioni di volontariato per tutti gli interessi. Associazioni a tutela dell’ambiente, dalla flora e della fauna locali, degli animali, dei mari, della mobilità sostenibile, ma anche quelle attive nella riduzione e nell’eliminazione delle disparità sociali di ogni tipo. Esistono associazioni piccole, medie e grandi, attive solo su sfera locale, nazionale o internazionale. Insomma, vi basterà ritagliare del tempo per informarvi e capire qual è quella giusta per voi.

2. Finanziare, anche con una piccola somma, un’associazione di volontariato che ci sta particolarmente a cuore. Esistono donazioni per tutti gli importi, singole o ricorrenti. Ricorda che puoi farlo anche semplicemente con la donazione del tuo 5xMille. In alternativa, se non sai cosa regalare al prossimo compleanno o se non sai che bomboniere fare, scegli una donazione: un impegno concreto che vi permetterà di fare meno regali inutili, che spesso sono destinati a diventare rifiuti nel breve termine. 

E voi? Avete già scelto come fare la vostra parte?


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Marta Tarasconi

Contributor TerraBlog

Communication specialist e project manager freelance. u003cbru003eCollabora con piccole realtà che vogliono sviluppare online i loro progetti con consapevolezza. Sul suo blog Gentilmenta, parla di quotidiana sostenibilità.