Un terzo del cibo prodotto a livello globale viene sprecato: come possiamo agire?

I numeri degli sprechi

L’Agenda 2030 è il programma di azione adottato nel 2015 da 193 Stati membri delle Nazioni Unite che si articola in 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che vanno a toccare le aree in cui è necessario attuare significativi miglioramenti, a livello globale, per costruire un futuro sostenibile.

L’obiettivo n. 2 di questo piano è sconfiggere la fame nel mondo: secondo i dati della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations), oggi a patire la fame sono 800 milioni di persone. Sembra assurdo, quasi irreale da riconoscere, ma nello stesso mondo in cui così tante persone soffrono la fame, un terzo del cibo prodotto a livello globale viene sprecato.

Sono cifre significative che evidenziano importanti falle nel nostro sistema. Perché si spreca così tanto cibo? Dove questo cibo viene sprecato? Sempre secondo i dati della FAO, il 14% viene perso tra raccolta e vendita al dettaglio (per un equivalente economico pari a 400 mld di dollari), mentre il 17% circa dalla vendita in poi ( di cui 11% ambienti domestici, il 5% nel servizio alimentare quindi ristorazione e un 2% vendita al dettaglio). Si parla di un totale del 31%, ovvero 1,3 mld di tonnellate di alimenti).  Per quanto riguarda solo la produzione ortofrutticola, la percentuale di sprechi raggiunge il 46%: quasi la metà!

Cosa si spreca, sprecando cibo

Il cuore della questione va ben oltre lo spreco di cibo: quando sprechiamo alimenti, sprechiamo le risorse che sono state impiegate a produrli, impattiamo inoltre sull’ambiente in termini di emissioni di gas serra.

Lo ha ricordato in maniera chiara Inger Andersen, Direttore Esecutivo dell’UNEP (UN Environment Programme), durante un evento in cui FAO e UNEP hanno celebrato la Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 2021, che: “Le perdite e gli sprechi alimentari concorrono fino al 10% delle emissioni di gas a effetto serra. Risorse preziose come il suolo e l’acqua vengono consumate, sostanzialmente, per nulla. Ogni volta che sprechiamo del cibo, dunque, non stiamo sprecando solo quel piatto, ma anche tutte le risorse che sono state impiegate per produrlo e portarlo fino alla nostra tavola: risorse idriche, energia, trasporti. Ridurre in maniera seria le perdite e gli sprechi alimentari contribuirà a rallentare i cambiamenti climatici, proteggere la natura e aumentare la sicurezza alimentare, in un momento in cui abbiamo disperatamente bisogno che tutto ciò accada.” 

Per quella parte di spreco alimentare che avviene tra la raccolta e la distribuzione (14%) , possiamo fare poco a titolo di individui, con i nostri gesti quotidiani. Possiamo invece intervenire su quel 17% di sprechi che avviene dalla vendita in poi. Come? Assumendo consapevolezza sul nostro impatto, adottando stili di vita sostenibili in un’ottica non solo di riduzione degli sprechi ma anche di trasformare questi sprechi in nuova risorsa.

Accorgimenti che possono aiutarci ad abbattere gli sprechi alimentari domestici:

Seppur nel nostro piccolo, possiamo provare ad adottare semplici abitudini che ci aiuteranno a risparmiare cibo e dunque risorse, con benefici per l’ambiente, oltre a giovarne direttamente da un punto di vista economico, grazie al risparmio immediato che evitare di sprecare cibo porta con sé.

  1. Fare una lista della spesa oculata a cui attenersi, comprando quel che serve, senza eccedere. Una delle principali cause degli sprechi, infatti, è acquistare sconsideratamente troppo cibo che poi rischia di scadere, così come cucinare troppo senza essere in grado di consumare tutto.
  2. Meal prep: è possibile pianificare (e magari preparare e surgelare) i pasti della settimana al fine di assicurarsi di utilizzare tutto il cibo che viene acquistato, riducendo gli sprechi al minimo.
  3. Conservare gli avanzi e consumarli: sia a casa, sia fuori casa, chiedendo una doggy bag da asporto al ristorante, qualora ci capitasse di non riuscire a finire il pasto.
  4. Disporre in frigo gli alimenti in maniera adeguata, affinché essi possano durare il più possibile.
  5. Reimparare a usare il freezer per congelare avanzi o preparare pasti già porzionati, che possano durare nel tempo ed evitarci di sprecare piatti interi che potrebbero andare a male.
  6. Nel 46% degli sprechi di prodotti ortofrutticoli, rientrano anche tutti quegli scarti di frutta e verdura che generalmente eliminiamo seppur edibili: nell’era di internet è facile trovare ricette zero-spreco online, dal pesto con il gambo dei broccoli, al budino di acqua faba fino alle chips con le bucce di patate e molto altro.
  7. Acquistare cibi in scadenza nei reparti dedicati dell’ODG, con risparmio economico per noi e ambientale per tutti.
  8. Utilizzare applicazioni come Too Good To Go che ci consentono di ritirare a fine giornata gli invenduti da negozi alimentari, a prezzi stracciati, evitando che questo cibo diventi rifiuto.
  9. Educarci ed educare al rispetto del cibo, sia in quanto tale sia in virtù di tutte le risorse che sono state necessarie a produrlo.

Sono tutti piccoli accorgimenti che, se pensati applicati a migliaia di persone, possono fare la differenza. In questo momento storico più che mai è indispensabile intervenire e mettere in atto un cambio di prospettiva culturale e restituire al cibo la sua importanza e il suo valore. Un passo alla volta, iniziare da noi stessi e dalle nostre abitudini, è il modo migliore per avviare il cambiamento per un domani più equo e sostenibile.

Per i più desiderosi di agire in prima persona, suggeriamo di seguire e partecipare al lavoro di Recup, associazione che opera sul Milanese e si occupa di recuperare cibo avanzato ancora edibile dai mercati rionali, per ridistribuirlo a chiunque desiderasse prenderlo.


member

Laura Zunica

Cofondatrice e Presidente di Terralab

Nel 2018 fonda il blog “Progetto Impatto Zero” che affronta la sostenibilità ad ampio spettro, nel team di Worldrise Onlus è Project Coordinator della Campagna 30×30 Italia per salvare i nostri mari, autrice del libro “Un’impronta leggera, guida pratica per ridurre il proprio impatto ambientale” in uscita a luglio 2022